Passa ai contenuti principali

Big hero 6. 10 curiosità

 


Big Hero 6 è considerato il 54° classico Disney, è basato su un franchise della Marvel. Si è aggiudicato l'Oscar come miglior film d'animazione Big Hero 6 racconta la grande storia di amicizia tra il giovane Hiro Hamada e il morbido robot di nome Baymax. Andiamo a scoprire 10 curiosità:


  1. Ci sono alcune differenze tra il fumetto Marvel e il film Disney. Nel fumetto, Big Hero 6 è ambientato a Tokyo e i ragazzi protagonisti sono in realtà allievi del Professor X. Questo lo rende una sorta di spin-off degli X-Men. Il film è invece ambientato a San Fransokyo, un mix tra Tokyo e San Francisco.


  2. Stan Lee, celebre disegnatore Marvel, appare alla fine di Big Hero 6 nei panni del padre di Fred, a cui presta anche la voce.



  3. L’aspetto fisico di Honey Lemon ricorda quello di Rapunzel, la protagonista dell’omonimo film Disney, mentre il volto della zia di Hiro, Cass, somiglia a quello di Anna di Frozen – Il regno di ghiaccio, e quello di GoGo Tomago al viso di Elsa dello stesso film.

  4. Per creare l’aspetto del Baymax, il team di progettazione del personaggio è andato presso l’Università “Carnegie Mellon” ed ha imparato a conoscere la robotica “morbida”, che ha portato alla scelta di ritrarre un robot gonfiabile.


  5. Il doppiatore di Baymax, nella versione italiana, è Flavio Insinna, mentre Virginia Raffaele presta la voce al personaggio di Cass Hamada, zia e tutrice di Hiro e Tadashi.

  6. Per creare la scene di massa con personaggi tutti diversi tra loro, i programmatori Disney hanno inventato un nuovo software, chiamato “Denizen Factory”. Nel film, infatti, ci sono quasi 700 personaggi, ognuno con il proprio design. Un vero e proprio record se pensate che quelli di “Frozen” sono 270 e quelli di “Ralph Spaccatutto” 185.


  7. Nel film, tra i tanti easter eggs, ce ne sono due che riguardano Hans, il cattivo di “Frozen – Il regno di ghiaccio”. La sua faccia compare tra quella dei ricercati al commissariato e la statua disintegrata da Baymax ha proprio le sue fattezze.

  8. Per la creazione dei Microbots, i congegni elettromagnetici che si assemblano da soli inventati da Hiro, i programmatori si sono ispirati alle formiche di fuoco.

  9. Una tragedia familiare è sempre stato il catalizzatore per il viaggio di Hiro, dalla prima bozza della sceneggiatura definitiva.

  10. Di solito ci vogliono quattro o cinque anni per realizzare un film d’animazione in gran parte necessari per sviluppare la storia. Il team di registi di John Lasseter (regista di Toy Story), gli sceneggiatori e tutta la squadra addetta agli storyboard hanno adottato un processo molto più simile a quello per scrivere una serie televisiva, dove si siedono intorno a un tavolo per mesi e mesi parlando della storia e dei personaggi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Nonna gangster colpisce ancora. Recensione

Trama La leggenda della Gatta Nera vive ancora… Ben sta cercando di abituarsi alla sua nuova vita senza la nonna. Non era soltanto una grande appassionata di cavolo in tutte le sue forme e un'imbattibile avversaria a Scarabeo, lei era soprattutto una ladra di gioielli di fama internazionale conosciuta come “la Gatta Nera”. E ora a Ben non rimane che il ricordo della loro straordinaria avventura insieme per rubare i gioielli della Corona. Finché non succede qualcosa di inspiegabile. Preziosi e celebri tesori spariscono nel cuore della notte e tutti gli indizi conducono… proprio alla Gatta Nera! Com'è possibile? Riuscirà Ben a risolvere il mistero prima di venire accusato dei furti?  Ben sta ancora cercando di abituarsi all'assenza della nonna con cui fin da piccolo ha sempre passato del tempo. Solo recentemente ha capito che la nonna non era solo un'amante   della zuppa di cavolo ed un'avversaria che difficilmente Ben riusciva a sconfiggere a Scarabeo, anzi da giovan...

Paper prince. Recensione

Trama Ella non sa dire se la sua vita fosse migliore o peggiore prima che Callum Royal la trovasse. Ma una cosa è certa: da quando è piombata in casa Royal come un tornado, per lei è cambiato tutto. Scuola privata, feste e vestiti costosi. Con la sua grinta e la sua schiettezza, è riuscita persino a vincere l'ostilità dei fratelli Royal, a conquistare il loro rispetto e il loro cuore - in particolare quello di Reed. Il più imperscrutabile dei cinque. Bello, ricco e popolare, Reed ha tutto. Le ragazze fanno la fila per uscire con lui e i ragazzi lo rispettano. Eppure, nulla e nessuno sembra importargli. Perché i Royal sono così: non sono facili ai sentimenti, piuttosto li seppelliscono, fingendo che niente li sfiori. Con Ella, però, per la prima volta dopo la morte della madre, Reed ha permesso a se stesso di lasciarsi andare alle emozioni. Ma il suo mondo crolla quando, dopo una discussione, Ella scompare. Con il cuore a pezzi, e senza lasciare traccia. D'altronde è abituata a ...

L’anno che a Roma fu due volte Natale. Recensione

  Trama Villaggio Tognazzi, Torvaianica, sul litorale romano. Alfreda, un’accumulatrice seriale con i primi segni di demenza senile, ha reso il suo villino un tugurio invivibile, dove vive per inerzia tra insetti e cianfrusaglie. Sopra di lei abita il figlio Marco, un giovane fattone, profondamente insicuro, la cui unica occupazione è accudire la madre. Lo spettro di un’azione da parte dell’Ufficio d’igiene rende necessario svuotare in fretta la casa, pena lo sfratto. Alcuni sgangherati amici, assidui frequentatori del bar Vanda, si attivano per sgomberarla, ma la proprietaria si oppone. Da qualche tempo Alfreda soffre di disturbi del sonno durante i quali le appare Sandra Mondaini, che ha conosciuto ai tempi d’oro del Villaggio Tognazzi, quando era il ritrovo estivo del jet set culturale italiano. Alfreda, nei suoi deliri notturni, immagina di parlare con l’attrice, sofferente per la “separazione” dal marito Raimondo Vianello, che riposa a Roma mentre lei è sepolta a Milano. Anche...