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L'incubo di Hill House. Recensione



Trama

Chiunque abbia visto qualche film del terrore con al centro una costruzione abitata da sinistre presenze si sarà trovato a chiedersi almeno una volta perché le vittime di turno non optino, prima che sia troppo tardi, per la soluzione più semplice - e cioè non escano dalla stessa porta dalla quale sono entrati, allontanandosi senza voltarsi indietro. A tale domanda, meno oziosa di quanto potrebbe parere, questo romanzo fornisce una risposta. Non è infatti la fragile e indifesa Eleanor Vance a scegliere la Casa, prolungando l'esperimento paranormale in cui l'ha coinvolta l'inquietante professor Montague. È la Casa - con le sue torrette buie, le sue porte che sembrano aprirsi da sole - a scegliere, per sempre, Eleanor Vance.


Hill House è una dimora isolata e profondamente inquietante, costruita secondo una geometria che disorienta e mette a disagio chiunque vi entri. Il dottor John Montague, studioso di fenomeni inspiegabili, decide di trascorrervi un periodo di osservazione e invita alcune persone che hanno avuto, in passato, esperienze considerate “anomale”. Tra loro c’è Eleanor Vance, una donna fragile e solitaria, segnata da anni di rinunce e da un forte bisogno di appartenenza. Con lei arrivano Theodora, brillante e provocatoria, e Luke Sanderson, giovane erede della casa, presente più per obbligo che per reale interesse. Insieme formano un gruppo eterogeneo, unito dall’esperimento ma diviso da personalità e desideri molto diversi. Durante il soggiorno, Hill House inizia a manifestare una presenza sempre più opprimente. La casa non si limita a spaventare: sembra reagire alle emozioni dei suoi ospiti, amplificando tensioni, paure e legami. In particolare, Eleanor avverte un’attrazione crescente verso quel luogo, come se Hill House fosse l’unico spazio in cui possa davvero sentirsi vista e accolta.
Cosa ne penso io?
L’incubo di Hill House è un romanzo di orrore psicologico sottile e persistente, in cui la paura nasce dal non detto, dall’instabilità emotiva e dal rapporto ambiguo tra chi osserva e ciò che viene osservato. Una storia in cui il vero incubo non è capire se la casa sia viva, ma chiedersi cosa sia disposta a prendere da chi la abita.
I protagonisti di questo volume sono quattro, il dottor John Montague, colui che invita gli altri tre a Hill House, per osservarne i fenomeni paranormali, Eleanor Vance una donna vulnerabile e insicura con un passato di isolamento a prendersi cura della madre anziana, Theodora, una donna dagli atteggiamenti più spensierati e spesso anche provocatori ed infine Luke Sanderson, erede della casa, presente più per obbligo che per interesse. 
Il personaggio più approfondito è quello di Eleanor per cui forse è anche il più facile con cui entrare in sintonia, ma sinceramente io non sono riuscita a sentirmi neanche vagamente vicino a lei. Gli altri personaggi per quanto funzionali alla storia chiaramente, sono ancora meno approfonditi, perciò è ancora più difficile rimanere coinvolti. Se i personaggi non ti prendono, l'inquietudine che dovrebbe accompagnare la storia perde la sua forza. 
Per quanto riguarda il libro in generale, L’incubo di Hill House punta tutto sull’atmosfera: la casa è inquietante, disorientante, quasi viva, e la tensione cresce lentamente. Almeno così credevo, perché di ansia ne ho provata ben poca leggendo queste pagine. L’autrice infatti costruisce paura e disagio senza ricorrere a salti di scena eccessivi o a effetti horror vistosi, ma questa scelta non ha generato in me quella paura che avevo immaginato quando ho optato per questa lettura. Addirittura ad un certo punto l'intreccio piuttosto prevedibile e il ritmo decisamente lento, più che aumentare la suspense, me l'hanno fatta affievolire, e di brividi ne ho provati davvero pochi. 
Alla luce di tutto ciò, L’incubo di Hill House non è una lettura che mi ha convinto. Riconosco il valore del romanzo e la sua fama come classico dell’horror psicologico, ma personalmente non sono riuscita a entrare davvero nella storia né a sentire la tensione che speravo. È una lettura che può piacere a chi ama le atmosfere inquietanti e i misteri lenti, ma per me non ha funzionato come avrei voluto. Per cui no, se avete gusti simili o comunque in qualche modo compatibili con i miei non è un libro che consiglio sinceramente, ma se invece lo avete letto, o deciderete di leggerlo vi invito a farmi sapere cosa ne pensiate, così da avere un confronto. Il mio voto è: 




Informazioni generali: 
  • Titolo: L'incubo di Hill House
  • Autrice: Shirley Jackson
  • Genere: Horror
  • Numero di pagine: 240
  • Casa editrice: Adelphi








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