Passa ai contenuti principali

Fiori sopra l'inferno. Recensione




Trama

«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa.
Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine.
Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.»


Tra le vette delle Alpi Giulie, nel silenzio di un borgo isolato dal freddo, un omicidio brutale scuote la quiete della montagna: un uomo viene ritrovato senza vita, martoriato e privato degli occhi. A guidare le indagini è il commissario Teresa Battaglia, una donna esperta in profilazione criminale che nasconde dietro una corazza di durezza una fragilità profonda. Teresa sta infatti combattendo contro i primi segni dell'Alzheimer, una minaccia invisibile che rischia di sottrarle l’unica arma che le è rimasta: la sua mente. Affiancata dal giovane ispettore Massimo Marini, arrivato dalla città e ancora impreparato alla spietatezza di certi scenari, Teresa deve dare la caccia a un assassino che sembra conoscere i boschi meglio di chiunque altro e che agisce con una ferocia primordiale.
Le indagini portano alla luce le tracce di un segreto terribile, sepolto per decenni sotto la terra gelata delle montagne: un esperimento disumano che ha segnato per sempre la comunità locale. In un ambiente dove la natura è magnifica e al tempo stesso ostile, il commissario deve decifrare la mente di un killer che si muove come un fantasma tra gli alberi, cercando di proteggere un gruppo di bambini che sembrano essere gli unici testimoni della verità. Teresa Battaglia scoprirà che l'inferno non è un luogo lontano, ma si annida nel passato di quelle valli e nel silenzio di chi ha scelto di non vedere. In questa corsa contro il tempo e contro l'oblio, dovrà spingersi oltre i propri limiti per fermare una mano che non conosce pietà, prima che la neve cancelli ogni prova.
Cosa ne penso io?
Fiori sopra l'inferno è il primo volume della saga thriller che vede protagonista Teresa Battaglia, scritta da Ilaria Tuti. 
I personaggi sono il punto di forza del romanzo, a partire proprio da lei, dal commissario Teresa Battaglia: una protagonista straordinaria che si discosta totalmente dai cliché a cui siamo abituati, segnata dall'età, dal diabete e soprattutto dall'ombra incombente dell'Alzheimer, cosa che offre una profondità psicologica rara. Il lettore non assiste solo a una caccia all'uomo, ma alla lotta disperata di una donna che cerca di proteggere la propria lucidità e la propria identità mentre risolve enigmi spietati. Accanto a lei si muove l'ispettore Massimo Marini, un giovane che arriva dalla città con un approccio quasi ingenuo e che deve imparare a gestire il carattere brusco di Teresa e la durezza di un ambiente che non perdona, creando una dinamica di crescita reciproca molto efficace. A completare il quadro ci sono gli abitanti del borgo, figure silenziose e guardinghe che incarnano perfettamente l'omertà e il dolore di una comunità che nasconde ferite antiche.
Teresa Battaglia è uno di quei personaggi con cui la familiarizzazione è decisamente lenta, ma con pazienza, pagina dopo pagina, arrivare ad empatizzare con lei per quanto sembri dura vi assicuro che è possibile, e credo sia la base di un legame stabile, ma ve lo saprò confermare solo con la lettura dei volumi successivi. 
Il libro, a livello generale, è un thriller che costruisce la sua forza sul senso di claustrofobia e isolamento estremo che solo un piccolo borgo tra le Alpi Giulie può trasmettere. La narrazione non si limita a seguire i passi delle indagini, ma scava nelle dinamiche di una comunità che sembra quasi prigioniera del proprio territorio, dove il freddo pungente e il buio che cala presto sulle valli diventano ostacoli reali alla risoluzione del caso. Il mistero si dipana lentamente, portando alla luce episodi di un passato che molti preferirebbero dimenticare, e la tensione rimane alta proprio perché ogni scoperta sembra aggiungere un pezzo a un puzzle di sofferenza che riguarda l'intera valle. Non ci sono forzature o colpi di scena plateali, ma un avanzamento costante verso una verità che si fa sempre più amara man mano che ci si addentra nel bosco. La scrittura è estremamente curata, capace di rendere tangibile la fatica dei protagonisti senza ricorrere a inutili giri di parole. La Tuti descrive con una precisione quasi chirurgica le sensazioni sensoriali: il bruciore del gelo sulla faccia, il peso del fango che si attacca agli scarponi e la consistenza dell'aria gelida che sembra tagliare i polmoni. Questo stile permette al lettore di sentire sulla propria pelle la stanchezza di Teresa e Marini, rendendo la lettura un'esperienza concreta che non si perde in descrizioni paesaggistiche da cartolina, ma si concentra sulla durezza di una natura che non ha pietà per chi la attraversa. In generale quella di Ilaria Tuti è una narrazione che punta alla sostanza e che riesce a trasmettere perfettamente il logorio fisico e mentale di chi deve dare la caccia a un assassino in condizioni ambientali così proibitive.
Per quanto questo volume non mi abbia convinto a pieno fin da subito devo dire che alla fine però ha saputo conquistarmi, per questo vi posso dire che ve lo consiglio, anche se sono consapevole che non è una lettura adatta proprio a tutti quanti, perciò mi sento di consigliarla maggiormente a chi già è un'amante dei thriller, mi sembra sia più adatto. Conoscevate già questo libro? O per caso avete invece visto o sentito parlare della serie tv? Fatemi sapere qui sotto nei commenti. Il mio voto è: 




Informazioni generali: 
  • Titolo: Fiori sopra l'inferno
  • Autrice: Ilaria Tuti
  • Genere: Thriller
  • Saga: Teresa Battaglia (vol. 1/4)
  • Numero di pagine: 368
  • Casa editrice: TEA







Commenti

Post popolari in questo blog

Nonna gangster colpisce ancora. Recensione

Trama La leggenda della Gatta Nera vive ancora… Ben sta cercando di abituarsi alla sua nuova vita senza la nonna. Non era soltanto una grande appassionata di cavolo in tutte le sue forme e un'imbattibile avversaria a Scarabeo, lei era soprattutto una ladra di gioielli di fama internazionale conosciuta come “la Gatta Nera”. E ora a Ben non rimane che il ricordo della loro straordinaria avventura insieme per rubare i gioielli della Corona. Finché non succede qualcosa di inspiegabile. Preziosi e celebri tesori spariscono nel cuore della notte e tutti gli indizi conducono… proprio alla Gatta Nera! Com'è possibile? Riuscirà Ben a risolvere il mistero prima di venire accusato dei furti?  Ben sta ancora cercando di abituarsi all'assenza della nonna con cui fin da piccolo ha sempre passato del tempo. Solo recentemente ha capito che la nonna non era solo un'amante   della zuppa di cavolo ed un'avversaria che difficilmente Ben riusciva a sconfiggere a Scarabeo, anzi da giovan...

Paper prince. Recensione

Trama Ella non sa dire se la sua vita fosse migliore o peggiore prima che Callum Royal la trovasse. Ma una cosa è certa: da quando è piombata in casa Royal come un tornado, per lei è cambiato tutto. Scuola privata, feste e vestiti costosi. Con la sua grinta e la sua schiettezza, è riuscita persino a vincere l'ostilità dei fratelli Royal, a conquistare il loro rispetto e il loro cuore - in particolare quello di Reed. Il più imperscrutabile dei cinque. Bello, ricco e popolare, Reed ha tutto. Le ragazze fanno la fila per uscire con lui e i ragazzi lo rispettano. Eppure, nulla e nessuno sembra importargli. Perché i Royal sono così: non sono facili ai sentimenti, piuttosto li seppelliscono, fingendo che niente li sfiori. Con Ella, però, per la prima volta dopo la morte della madre, Reed ha permesso a se stesso di lasciarsi andare alle emozioni. Ma il suo mondo crolla quando, dopo una discussione, Ella scompare. Con il cuore a pezzi, e senza lasciare traccia. D'altronde è abituata a ...

L’anno che a Roma fu due volte Natale. Recensione

  Trama Villaggio Tognazzi, Torvaianica, sul litorale romano. Alfreda, un’accumulatrice seriale con i primi segni di demenza senile, ha reso il suo villino un tugurio invivibile, dove vive per inerzia tra insetti e cianfrusaglie. Sopra di lei abita il figlio Marco, un giovane fattone, profondamente insicuro, la cui unica occupazione è accudire la madre. Lo spettro di un’azione da parte dell’Ufficio d’igiene rende necessario svuotare in fretta la casa, pena lo sfratto. Alcuni sgangherati amici, assidui frequentatori del bar Vanda, si attivano per sgomberarla, ma la proprietaria si oppone. Da qualche tempo Alfreda soffre di disturbi del sonno durante i quali le appare Sandra Mondaini, che ha conosciuto ai tempi d’oro del Villaggio Tognazzi, quando era il ritrovo estivo del jet set culturale italiano. Alfreda, nei suoi deliri notturni, immagina di parlare con l’attrice, sofferente per la “separazione” dal marito Raimondo Vianello, che riposa a Roma mentre lei è sepolta a Milano. Anche...