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Vicine di casa. Recensione




Trama

«Lei non sa di cosa sono capace. Non ha idea di cosa ho fatto; di chi sia, veramente, la sua vicina di casa». Lexie e Harriet non si sono mai incontrate, eppure pensano di sapere tutto l'una della vita dell'altra. L'hanno ascoltata, idealizzata attraverso la sottile parete che divide i loro appartamenti, in una delle zone più esclusive di Londra. E ognuna delle due si è convinta che la vicina abbia un'esistenza perfetta. In realtà, Lexie, che ha deciso di lavorare come freelance per poter dedicare più tempo ai propri problemi di fertilità, è sempre più chiusa in se stessa e depressa. Neanche l'amore di Tom riesce a distrarla, almeno per un momento, dal desiderio disperato di essere madre. Nelle lunghe giornate tutte uguali, passa ore ad ascoltare i suoni della vita piena e spensierata di Harriet, sprofondando in un abisso di risentimento. Harriet, dal canto suo, si sente sola, abbandonata da tutti: è vero, a casa sua c'è sempre un gran viavai, ma circondarsi di persone è solo un modo per riempire un vuoto che si allarga ogni giorno di più. Dal suo lato del muro, non può fare a meno di invidiare la coppia felice che le vive accanto, e che le ricorda un passato in cui persino a lei era sembrato possibile sentirsi amata. Finché qualcosa di terribile non ha distrutto quell'illusione. Due appartamenti, due storie diverse, divise da un fragile confine. Così fragile, che non ci vorrà molto prima che qualcuno decida di infrangerlo, e prendersi ciò che gli spetta. Oggetti che spariscono, cassetti lasciati aperti, certezze che vacillano: dove fuggiamo quando non siamo più al sicuro nemmeno in casa nostra?


Due donne. Due appartamenti separati da una parete sottile. Eppure, per quanto possano ignorarsi, le loro vite diventano indissolubilmente legate.
Da un lato, c’è Lexie, che ha scelto la via del lavoro freelance, sperando così di avere il tempo e lo spazio per affrontare un desiderio profondo e delicato: diventare madre. Invece, i suoi giorni scorrono fra silenzi, speranze deluse e un senso crescente di solitudine, mentre il suono di una vita che le sembra perfetta, quella della sua vicina, le pesa addosso come un’ombra.
Dall’altro lato della parete c’è Harriet, che vive in apparenza una vita vivace e “socialmente animata”: amici, risate, compagnia. Eppure dentro di lei c’è un vuoto che non trova tregua: la sensazione di essere invisibile, di non essere vista davvero, nonostante il via vai continuo. Harriet finisce per invidiare, da dietro il muro, ciò che immagina perfetto nella vita di Lexie e l’illusione diventa quindi un'ossessione.
Ma la convivenza silenziosa, fatta di suoni filtrati, supposte certezze e segreti mai confessati, nasconde crepe pericolose. Tra sguardi rubati, gesti apparentemente innocui e piccoli segnali che attraversano la parete, emerge una tensione sottile: quanto conosciamo davvero chi ci sta accanto? E fino a che punto l’invidia o la curiosità possono cambiare il corso delle nostre vite?
Cosa ne penso io? 
Vicine di casa è un thriller scritto da Caroline Corcoran. 
Purtroppo se state cercando una recensione entusiasta vi devo avvertire fin da ora che non è questo il caso, dato che questo libro non mi è piaciuto. 
I personaggi di questo romanzo sono definiti quasi esclusivamente dalle loro mancanze, il che rende difficile stabilire un vero legame con loro durante la lettura. Mi è stato impossibile cercare di comprendere le emozioni di Harriet o di empatizzare con Lexie, perché entrambe mi sono risultate distanti e, nonostante tutti i loro problemi, onestamente piatte. Lexie incarna la fragilità portata all'estremo; il suo dolore per i problemi di fertilità è comprensibile, ma la sua tendenza a isolarsi e a trasformare la vicina in un chiodo fisso la rende una protagonista passiva, spesso soffocata dai propri pensieri. Harriet, dall’altra parte della parete, è lo specchio di una solitudine diversa ma altrettanto statica: il contrasto tra il rumore della sua vita sociale e il vuoto che sente dentro è un concetto interessante, ma finisce per trasformarla in una figura che osserva e invidia senza mai evolvere davvero. In questo contesto, Tom assume un peso fondamentale: non è solo il compagno affettuoso di Lexie, ma diventa l'ossessione inconsapevole di Harriet, il centro dei suoi desideri distorti che trasforma la curiosità verso la vicina in una fissazione pericolosa. Nonostante questo potenziale, Tom resta una figura troppo bidimensionale, un obiettivo più che un uomo reale, il che non aiuta a dare una scossa a una dinamica generale che appare stanca e monocorde. 
Il libro in generale soffre di una mancanza di ritmo evidente, dove l'idea del muro come metafora dell'incomunicabilità viene ribadita fino allo sfinimento senza che la trama subisca vere accelerazioni. Quello che dovrebbe essere un thriller psicologico basato sulla tensione e sul sospetto si trasforma in un lungo monologo interiore sdoppiato, in cui le supposizioni che le due donne fanno l’una sull’altra diventano ripetitive e rallentano eccessivamente lo sviluppo della storia. Non c'è un vero senso di pericolo o di urgenza, ma solo una costante idealizzazione dell'altrui vita che alla lunga stanca il lettore. La scrittura della Corcoran è corretta ma eccessivamente introspettiva; si sofferma troppo sulle sfumature emotive delle protagoniste, trascurando l'azione e la costruzione della suspense. Questo stile rende la narrazione pesante, come se il lettore fosse intrappolato insieme a Lexie tra le quattro mura di casa, rendendo la lettura un esercizio di pazienza più che un piacere. Le descrizioni dei suoni e dei silenzi che filtrano dalla parete sono inizialmente efficaci, ma perdono forza quando si capisce che la trama fatica a procedere oltre l'immaginazione delle due donne, portando a un finale che non riesce a riscattare la lentezza complessiva dell'opera.
Mi sembra scontato dire che non mi sento di consigliare questo libro. La lettura è stata quasi una tortura invece del piacere che speravo, specialmente da amante del genere: niente ansia, niente suspense, solo un lunghissimo doppio monologo pieno di lamentele che sembrava non finire mai. Sono curiosa però di sapere se anche voi siete della stessa idea o se, al contrario, vi è piaciuto. Conoscevate già questo titolo o lo avete scoperto con la mia recensione? Fatemi sapere il vostro parere qui sotto nei commenti! Il mio voto è: 






Informazioni generali: 
  • Titolo: Vicine di casa
  • Autrice: Caroline Corcoran
  • Genere: Thriller
  • Numero di pagine: 415
  • Casa editrice: Piemme











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