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Al diavolo piace dolce. Recensione

 


Trama

Bette Robinson, ventisettenne newyorchese, ex impiegata di banca che sogna di trovare il principe azzurro, non crede alla sua fortuna quando viene assunta dalla più famosa agenzia di pubbliche relazioni di Manhattan con il compito di organizzare i party più esclusivi. In equilibrio sui tacchi a spillo, Bette diventa una delle migliori del suo campo. Ma una mattina, dopo una festa, si ritrova nel letto di Philip Weston, il playboy più ambito della città. Non si ricorda nulla della serata precedente, ma è sicura di una cosa: non può essere stata con un tipo simile. Bastano poche ore perché il suo nome finisca sulle copertine di tutti i rotocalchi. Per l'agenzia è un trionfo, il ritorno di pubblicità è immenso. Ma per Bette è un vero e proprio inferno...


Come (Il diavolo veste Prada) anche questo libro è di Lauren Weisberger. All'incirca segue la stessa linea, la protagonista Bette svolge un lavoro che non le piace, per poi licenziarsi. Cambia non solo lavoro ma completamente ambiente optando per organizzare eventi. Non voglio fare paragoni, perchè sinceramente non mi piace, ma a differenza dell'altro libro questo non mi ha colpito particolarmente. Non fraintendetemi non è un brutto libro, anzi, ma diciamo che non ne sono rimasta folgorata. L'ho trovato un po' carico di stereotipi ecco tutto. Non è una lettura particolarmente pesante, in qualche punto scorre un po' a rilento niente di più. Arrivando al punto, ve lo consiglio? Questa è una bella domanda vi dico di si se non cercate una lettura impegnativa.


Informazioni generali:
  • Autrice: Lauren Weisberger
  • Titolo: Al diavolo piace dolce
  • Genere: Narrativa
  • Numero di pagine: 429
  • Casa editrice: Piemme


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