Trama
Hellen King è una chef di fama mondiale. Cresciuta come lavapiatti in una piccola trattoria di Roma, ora è una chef stellata a New York. Nella sua vita non mancano amici sinceri, una famiglia sempre presente nonostante la distanza, la stabilità economica e un numeroso fanclub… Eppure, le manca qualcosa. Quel qualcosa che condiziona anche il sapore dei suoi piatti migliori: l'amore.
Hellen non ha più fiducia né nel suo cuore né in quello degli uomini, eppure una flebile speranza dentro di sé cerca di spingerla a provarci e riprovarci, finché un giorno non la spintona letteralmente addosso a un ragazzo con gli occhi scuri come il cioccolato fondente. E allora sarà difficile evitare di sciogliersi.
Hellen King ha coronato il suo più grande sogno: è diventata una chef stellata a New York. Nel romanzo viene presentata come una donna determinata, ambiziosa e profondamente consapevole delle proprie capacità. Nonostante un passato sentimentale difficile - segnato da un tradimento avvenuto poco prima delle nozze - Hellen continua a mostrarsi forte e risoluta, e questa fragilità emotiva rappresenta l’unica crepa in un carattere risoluto.
La prima parte del romanzo mi ha colpita proprio per l’originalità con cui vengono raccontate la sua vita e la sua carriera. Tuttavia, con l’ingresso in scena del nuovo collega, ho percepito un cambio di direzione che per me ha indebolito le premesse iniziali. Non si tratta di una questione di stile o di scrittura, ma di alcune scelte narrative che ho trovato poco coerenti e che hanno reso la mia esperienza di lettura un po’ confusa e meno coinvolgente.
Gli elementi che inizialmente mi stavano appassionando sembrano lasciare spazio quasi esclusivamente alla storia d’amore, che purtroppo non è riuscita a emozionarmi come speravo. Anche il finale, molto rapido e privo di veri colpi di scena, mi ha lasciata con la sensazione che alcune potenzialità non siano state pienamente sviluppate.
Ho letto questo romanzo insieme ad Aly (vi lascio QUI la sua recensione), e mi ritrovo in diversi punti della sua recensione già pubblicata, motivo per cui potrei risultare ripetitiva. Purtroppo, anche per me questa storia non ha funzionato come avrei voluto.
Detto questo, ringrazio sinceramente Alice Gerini per averci dato l’opportunità di leggere il suo lavoro. Spero che queste osservazioni possano essere accolte come uno spunto costruttivo, con l’intento di valorizzare ancora di più i suoi prossimi progetti.
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