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Rubami il cuore per Natale. Recensione




Trama

Cole Black detesta il Natale con tutto sé stesso: niente luci, niente biscotti, niente canzoncine né auguri. A Kringletown, dove lo spirito natalizio è legge, vorrebbe solo passare l'inverno per conto suo. Peccato che i suoi piani vengano mandati all'aria dal ritorno in città di Storee Taylor, sua storica nemesi dai capelli rossi fuoco, che si trasferisce nella casa accanto per prendersi cura della zia Cindy, vera icona natalizia della città. E, come se non bastasse, decide anche di partecipare al concorso locale in onore della zia. Determinata e pronta a tutto pur di vincere, Storee sa che non sarà una sfida facile, perché Cole decide di mettersi in mezzo. Per ostacolarla, lui si finge emozionato per le festività e, peggio ancora, innamorato della vicina. La ragazza, però, non è tipo da tirarsi indietro, e per restare in gara non le resta che imitarlo. Tra alberi addobbati, prove da superare e biscotti al pan di zenzero, la rivalità si trasforma in qualcosa di molto più difficile da gestire: un'attrazione irresistibile. Peccato che una sola notte potrebbe mandare all'aria tutto... compresi i loro cuori.


Storee Taylor torna a Kringletown per prendersi cura della zia Cindy, che si è fatta male. Non è sola: con lei c’è anche sua sorella, pronta ad aiutarla. La zia, appassionata del Natale e delle tradizioni locali, vuole che Storee partecipi al "Kringle di Natale" al suo posto, così la ragazza si ritrova coinvolta negli eventi festivi della città.
Cole Black è l'ultima persona che vorresti incontrare durante le feste, lui il Natale proprio non lo sopporta. Eppure vive a Kringletown,  la città in cui lo spirito natalizio è onnipresente tutto l'anno, ma nel periodo vicino alle feste si moltiplica. Ecco perché in quel periodo lui ha sempre preferito rifugiarsi in casa evitando di aggirarsi per il paese, così da sfuggire allo spirito natalizio. Perché uno che non sopporta il Natale dovrebbe vivere a Kringletown? In realtà ci vive da sempre, fin da quando era bambino e nonostante tutto non ci pensa neanche ad allontanarsi, dalla cittadina simbolo della sua infanzia. Questo perché Cole non detesta il Natale da sempre, e sente un legame profondo con Kringletown e i suoi abitanti. 
Eppure quando Storee si iscrive al concorso lui decide che deve interferire, non può rischiare che a vincere il titolo più ambito della città sia lei, è pronto a tutto, anche ad allontanarsi dal suo rifugio e a vivere a pieno lo spirito natalizio pur di vincere, compreso innamorarsi della sua vicina di casa, o almeno è quello che vuole far credere al resto del paese, così sostiene lui, ma sarà vero? 
Tra alberi decorati, sfide festive e profumo di biscotti appena sfornati, quella che era iniziata come una mossa provocatoria di Cole finisce per portare i due a rivalutare non solo la loro rivalità, ma anche i propri sentimenti reciproci, scoprendo che dietro le loro schermaglie potrebbe nascondersi qualcosa di più profondo.
Cosa ne penso io?
Rubami il cuore per Natale è un romanzo rosa, primo di una serie dal numero ancora non definito, scritto da Meghan Quinn. 
I due protagonisti come immagino avrete capito leggendo la trama del volume sono Cole e Storee. 
Partiamo proprio da Cole Black, il “Grinch” di Kringletown: un uomo che detesta il Natale ma vive nel paese in cui questa festività è parte fondante dell’identità stessa della comunità. Burbero e decisamente solitario, durante il periodo delle feste preferisce rifugiarsi in casa piuttosto che prendere parte a quello che, per tutti gli altri, è il momento più felice dell’anno.
Il suo problema, infatti, è proprio il Natale. L’idea di dover partecipare a una qualsiasi attività natalizia lo mette profondamente a disagio, perché per lui questo periodo è legato a un ricordo doloroso: l’incidente in cui ha perso entrambi i genitori. Nonostante ciò, Cole decide comunque di mettersi in gioco, spinto più dall’orgoglio che da una reale convinzione. È convinto infatti che Storee detesti il Natale e la comunità di Kringletown a causa di una discussione avuta anni prima, e sente il bisogno di impedirle di vincere la competizione, anche a costo di fingersi un grande amante delle feste.
Dietro questa facciata poco affabile, però, si nasconde ben altro. Cole è pronto a trasformarsi in un tuttofare, nonostante le sue scarse competenze, pur di aiutare gli abitanti di Kringletown in difficoltà. Inutile dire che lo scontro con Storee finirà per riportare alla luce i sentimenti che provava per lei già da adolescente.
Storee è l’esatto opposto di Cole, o almeno così sembra all’inizio: il suo ritorno a Kringletown la rimette di fronte a un passato ingombrante, a un Natale che non è solo luci e decorazioni, e a una rivalità mai davvero risolta. Dopo anni lontana dalla città, Storee torna per prendersi cura della zia Cindy, ritrovandosi immersa in una comunità che vive il Natale come una vera e propria missione collettiva. È una protagonista determinata, competitiva e con un forte bisogno di dimostrare qualcosa, soprattutto a se stessa. Dietro il suo atteggiamento sicuro, però, si percepisce una fragilità legata a ciò che ha lasciato in sospeso anni prima: Kringletown non è solo il luogo delle feste, ma anche quello di ricordi imbarazzanti e scelte che l’hanno segnata. La sua partecipazione alla competizione natalizia non nasce solo dal desiderio di vincere, ma anche dalla volontà di rimettere ordine nel proprio passato e di dimostrare di essere cambiata.
Il rapporto con Cole è fatto di schermaglie, battute e tensione costante, ma è evidente fin da subito che tra loro c’è molto più di una semplice rivalità. Storee non è una protagonista perfetta né sempre simpatica, ma è proprio questa sua umanità, fatta di insicurezze e ostinazione, a renderla credibile all’interno della storia.
Nonostante la costruzione dei personaggi, però, né Cole né Storee sono riusciti davvero a convincermi. Non sono riuscita a immedesimarmi in nessuno dei due: entrambi mi sono sembrati piuttosto finti ed eccessivi, sia nei loro tentativi di fingere di odiarsi, sia nel passaggio successivo verso la relazione. Presi singolarmente non mi hanno colpita in modo particolare e, insieme, non sono riusciti a trasmettermi una chimica autentica.
Inoltre, il fatto che il loro avvicinamento fosse evidente fin dalle prime pagine ha reso il trope enemies to lovers poco incisivo: la direzione della storia è talmente chiara sin dall’inizio da togliere buona parte della tensione e della curiosità. Più che un’evoluzione naturale, il loro rapporto mi è sembrato seguire uno schema già visto, senza riuscire a distinguersi davvero. Ora, lo so cosa starete pensando: non è certo l’unico libro in cui il trope è palese fin dall’inizio, e ne sono assolutamente consapevole. Eppure, in questo caso ho fatto davvero fatica a farmelo andare giù. Probabilmente perché mi è mancata la chimica tra i protagonisti fin dalle prime pagine, rendendo il loro rapporto poco coinvolgente.
Ovviamente Cole e Storee sono i protagonisti indiscussi, ma nel romanzo non mancano i personaggi secondari. Tra questi c’è Taran, la sorella di Storee, che si trasferisce con lei a Kringletown e che finisce per prendersi cura in modo più concreto di zia Cindy. Quest’ultima è uno dei personaggi che ho apprezzato di più, pur lasciandomi comunque qualche perplessità. Tra i secondari spicca anche Max, il migliore amico di Cole, che insieme a zia Cindy risulta più interessante dei protagonisti. Non perché siano personaggi particolarmente autentici o privi di difetti — anzi — ma perché funzionano meglio all’interno della storia e risultano meno caricati rispetto a Cole e Storee.
Nel complesso, Rubami il cuore per Natale è una lettura adatta al periodo natalizio: la scrittura di Quinn è immediata e scorrevole, e per questo il libro si legge velocemente. Alcune situazioni, però, oltre a non coinvolgermi pienamente, mi hanno rallentata: lo so, può sembrare un controsenso, ma certe scene mi sono risultate faticose da seguire. La costruzione dei personaggi non mi ha convinta, soprattutto Cole e Storee, e la chimica tra loro non si è mai davvero percepita.
Detto questo, ci sono anche elementi che ho apprezzato: il worldbuilding di Kringletown è curato e piacevole, e l’idea delle varie sfide natalizie mi è sembrata originale e divertente da seguire. Nel complesso, quindi, il libro non è terribile: ho letto di peggio, ma neanche di meglio. Rimane una lettura leggera e piacevole per chi cerca un romance natalizio semplice, anche se personalmente non mi ha convinta fino in fondo.
Sono curiosa di sapere cosa ne pensate: anche per voi manca la chimica tra Storee e Cole, oppure vi hanno convinti? E vi piacerebbe vivere a Kringletown? Il mio voto è: 




Informazioni generali: 
  • Titolo: Rubami il cuore per Natale
  • Autrice: Meghan Quinn
  • Genere: Romanzo rosa
  • Saga: Kringletown Christmas (vol. 1/1)*
  • Numero di pagine: 513
  • Casa editrice: Sperling & Kupfer
  • Trope: Enemies To Lovers, Small Town, He Fall First, Fake Dating, Rom-Com, Grumpy x Sunshine, 1st Person Dual Pov

*Nota: É il nome originale della saga, perché in lingua originale sono già presenti due volumi per questa saga e ne è previsto un terzo, mentre in italiano per ora è disponibile solo questo. 









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