Trama
L’ispettore Jules Rosset deve rinunciare ad Alma, la colf dallo “sguardo” speciale?
È una fredda sera di metà dicembre quando alla Radici & Figli, azienda di arte sacra, divampa un incendio. I resti di un cadavere carbonizzato e una misteriosa scritta in arabo sono gli elementi con cui l’ispettore Jules Rosset si ritrova a fare i conti. Come se non bastasse, Alma ha altri pensieri per la testa.
Per fortuna il Natale si avvicina e Rosset può approfittarne per riappropriarsi della sua collaboratrice più preziosa insinuandosi nelle pieghe più imprevedibili di questa misteriosa vicenda. A mali estremi, estremi rimedi.
È una fredda sera di metà dicembre quando un incendio divampa alla Radici & Figli, azienda di arte sacra. All’interno dell’edificio vengono ritrovati i resti di un cadavere carbonizzato; all’esterno, su un muro in parte nascosto dalle erbacce, compare una misteriosa scritta in arabo. Due elementi distanti tra loro che, almeno inizialmente, sembrano suggerire la pista di un possibile attentato, data la natura dell’attività coinvolta.
Con il procedere delle indagini, però, questa ipotesi perde consistenza e l’attenzione dell’ispettore Jules Rosset si sposta sulla storia della famiglia Radici e sulle dinamiche interne all’azienda, aprendo scenari ben diversi da quelli immaginati in un primo momento.
In un caso che si rivela più complesso del previsto, Rosset sente ancora una volta il bisogno di affidarsi allo “sguardo” di Alma, capace di cogliere dettagli che a lui sfuggono. Mentre l’inchiesta avanza tra piste incerte e collegamenti da ricostruire, l’avvicinarsi del Natale rende tutto più delicato, complicando equilibri già fragili e costringendo Rosset a muoversi con estrema cautela.
Di fronte a una vicenda che intreccia mistero, passato e segreti familiari, l’ispettore sa che, a mali estremi, non restano che estremi rimedi.
Cosa ne penso io?
A mali estremi è il terzo volume della saga "L'ispettore e la colf" scritta da Valeria Corciolani.
Per quanto riguarda i personaggi, Jules Rosset appare particolarmente ostinato e quasi molesto nella sua insistenza; complice l’assenza del suo vice Solari e il fatto di essere lui stesso influenzato, non accetta un no come risposta e finisce per incastrare Alma nell'indagine sfruttando il fatto che lei si occupi delle pulizie nel pied-à-terre di uno dei rampolli Radici. Alma si ritrova coinvolta nonostante vorrebbe solo stargli lontano, essendo molto concentrata sulla paura che i figli soffrano ancora di più durante il periodo festivo; teme infatti che i gemelli sentano maggiormente il peso di essere stati non solo abbandonati ma addirittura sostituiti dalla nuova famiglia che il padre si è rifatto in Australia. Anche in questo volume l'Alfonsina si conferma uno dei miei personaggi preferiti, ma qui è in competizione con Maria Vittoria, detta Mavi, la matriarca dei Radici: una donna iconica dall'ironia pungente che non si fa mettere i piedi in testa dai figli Antonio ed Edoardo, due figure decisamente banali su cui non vale la pena soffermarsi.
Il libro in generale si focalizza sull'indagine legata all'azienda di arte sacra. Il mistero parte dall'incendio e dalla scritta in arabo, un depistaggio che inizialmente fa pensare a un attentato, ma la trama si sposta poi sulle dinamiche interne della famiglia Radici. Il caso è ben costruito e l'intreccio tra i segreti aziendali e il passato dei protagonisti mantiene viva l'attenzione, riuscendo a chiudere il cerchio in modo efficace e senza risultare scontato, portando a galla una vicenda fatta di collegamenti da ricostruire e verità nascoste dietro la facciata dell'attività.
Lo stile di scrittura della Corciolani si conferma estremamente scorrevole e capace di tenere alta l'attenzione, anche se ogni tanto qualche scivolone c'è, ma forse è un bene, perché stando sempre in allerta si rischia di perdere gli effetti della suspense in questo caso. La narrazione funziona bene perché l'autrice sa gestire i dialoghi in modo naturale, rendendoli brillanti e mai forzati, specialmente quando coinvolgono le figure femminili più forti come l'Alfonsina e la Mavi. L'ambientazione di Chiavari a metà dicembre è descritta in modo efficace, restituendo bene l'idea del freddo e dell'atmosfera di quei giorni. È una lettura che bilancia bene il lato investigativo con quello personale di Alma.
Sono fermamente convinta che valga la pena dare un opportunità a questa saga, e suppongo che se siete giunti a leggere la recensione di questo volume forse almeno in parte vi ho convinto? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti. Il mio voto è:
Sono fermamente convinta che valga la pena dare un opportunità a questa saga, e suppongo che se siete giunti a leggere la recensione di questo volume forse almeno in parte vi ho convinto? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti. Il mio voto è:

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