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Cena con delitto al castello di Balmoral. Recensione




Trama

È il giorno di Natale, la tavola è imbandita e la famiglia reale britannica si appresta a festeggiare... Le tradizioni sono dure a morire. E così, anche quest'anno, nonostante il peggior maltempo che si sia mai visto, la Royal Family è riunita al castello scozzese di Balmoral. Mentre fuori infuria una terribile tempesta di neve, che ha isolato completamente il castello, il vecchio re Eric ospita alla sua lunghissima tavola sette membri del clan dei Windsor. Insieme a loro ci sono solo lo chef Jonathan Alleyne e l'immancabile capo della security Tony Speck: nessun altro, neanche un domestico, è ammesso ai festeggiamenti. Forse perché sono festeggiamenti un po' speciali: il re Eric ha deciso, infatti, che è giunto il momento di designare il suo successore. Darà l'annuncio a pranzo finito, durante il tradizionale brindisi. Peccato che, al primo sorso di quello che doveva essere un whisky ben invecchiato, il re stramazzi a terra. Morto sul colpo. Qualcuno ha deciso di farlo fuori, e quel qualcuno non può che essere lì, bloccato dalla neve a Balmoral. Addio atmosfera di Natale: nonostante gli stomaci pieni, al castello comincia un'indagine serrata di tutti contro tutti, capeggiata dallo chef, in cui nessuno è esente dal sospetto... Un brillante, irresistibile, scoppiettante giallo natalizio che vi terrà incollati alle pagine, mentre i membri di una famiglia reale alternativa, ma non per questo meno reale, ognuno con i suoi segreti e le sue stranezze, si accusano a vicenda di un omicidio che ha un solo colpevole. Un colpevole intrappolato a Balmoral insieme a tutti loro.


Quest’anno il Natale al castello di Balmoral è un evento senza precedenti. Per volontà del vecchio Re Eric, la Royal Family si è riunita in un isolamento quasi totale: oltre ai sette membri del clan Windsor, gli unici presenti nel castello sono lo chef Jonathan Alleyne e il capo della security Tony Speck. Una scelta dettata dalla sicurezza della tenuta e da una tempesta di neve che, puntuale e furiosa, ha tagliato fuori il castello dal resto del mondo, impedendo l'accesso a chiunque altro.
Il momento cruciale della giornata arriva con il tradizionale discorso di Natale. Mentre i sudditi ne ascoltano una versione preregistrata, la famiglia reale assiste alla diretta dal vivo. È un momento di estrema tensione, poiché il Re ha promesso di annunciare proprio ora il nome del suo successore. Ma non appena Re Eric beve un sorso dal suo bicchiere di whisky, la tragedia esplode: il sovrano stramazza a terra con la schiuma alla bocca, morto sotto gli occhi dei presenti.
Il verdetto non arriva da un medico, ma dalla logica ferrea di Jonathan. Come chef, ha supervisionato ogni piatto: tutti hanno mangiato le stesse pietanze e stanno bene, ma il Re è l'unico ad aver già bevuto il whisky che era stato servito a tutti. Il collegamento tra la schiuma e quel bicchiere è immediato.
In questo scenario apocalittico, la situazione precipita: la neve impedisce alla polizia di arrivare e, misteriosamente, anche il capo della security Tony Speck sembra svanito nel nulla. Jonathan si ritrova così a essere l'unico "esterno" alla famiglia rimasto nel castello. Spinto non solo dal sospetto che ricade su di lui, ma anche dal legame profondo e quasi amicale che lo legava a Re Eric, lo chef decide di prendere in mano la situazione. Dovrà affrontare una famiglia reale pronta a tutto pur di nascondere i propri segreti, consapevole che l'assassino è ancora lì, bloccato con loro tra le mura gelide di Balmoral.
Cosa ne penso io?
Cena con delitto al castello di Balmoral è un romanzo giallo scritto da Chris McGeorge. 
Per capire di cosa stiamo parlando, bisogna prima di tutto chiarire che non siamo di fronte alla cronaca della famiglia reale che tutti conosciamo. L’autore gioca con la storia e immagina un mondo in cui Edoardo VIII non ha mai abdicato per amore di Wallis Simpson. Di conseguenza, quella che vediamo a Balmoral è una dinastia Windsor parallela, con un albero genealogico diverso, guidata dal vecchio Re Eric. Questo dettaglio è affascinante perché permette all'autore di inventare vizi e segreti senza dover rispondere alla realtà storica.
Il punto di forza del romanzo è senza dubbio il personaggio di Jonathan Alleyne, che non è solo lo chef di corte ma l’unico ad avere un legame autentico e di profondo rispetto con il Re, un rapporto di fiducia che va oltre le semplici gerarchie. È lui il vero motore della storia e l’unico personaggio davvero approfondito che riesce a gestire le indagini quando tutto precipita. Jonathan deve muoversi tra i sospetti con estrema cautela perché, nonostante ognuno dei familiari presenti abbia un movente per uccidere il Re, lui non può certo dimenticare il suo ruolo o dire tutto ciò che vuole davanti alla famiglia reale; questo limite sociale rende il suo compito ancora più difficile e psicologicamente logorante. In netto contrasto con l'umanità di Jonathan c'è Tony Speck, il capo della security, un personaggio costruito per essere visceralmente odioso. La sua arroganza e il suo sentirsi superiore a chiunque solo per il ruolo di rilievo che ricopre lo rendono insopportabile, e il fatto che scompaia proprio nel momento del delitto rende il suo coinvolgimento fin troppo scontato. Questo è infatti uno dei limiti principali del libro: a livello di scrittura, l'autore semina indizi fin troppo espliciti che rendono la soluzione del mistero intuibile molto prima del finale. Anche se l’ambientazione a Balmoral è suggestiva e la tempesta di neve crea una buona atmosfera claustrofobica, il ritmo tende a calare in diversi punti, rendendo la narrazione a tratti piatta e ripetitiva. La storia si trascina senza regalare veri scossoni, perché i colpi di scena mancano di quel mordente necessario a stupire davvero chi legge e si ha spesso la sensazione di trovarsi di fronte a situazioni già viste. Nonostante questa prevedibilità e diverse parti decisamente noiose, resta comunque una lettura gradevole nel complesso, anche se la critica alla monarchia e a chi la sfrutta per i propri privilegi serve più che altro a sottolineare con una certa amarezza come, in fondo, gli inglesi sembrino non poter fare a meno dei propri reali.
Onestamente non saprei se consigliarvelo, dato che io in primis non l'ho trovata una lettura indimenticabile, ma non mi sento neanche di dirvi di non leggerlo, perché non l'ho trovato così terribile da sconsigliarvelo. Vi invito però a farmi sapere se conoscevate già questo libro e cosa ne pensate o se lo avete scoperto tramite questa recensione e in qualche modo vi ho incuriositi. Il mio voto è: 




Informazioni generali: 
  • Titolo: Cena con delitto al castello di Balmoral
  • Autore: Chris McGeorge
  • Genere: Romanzo giallo
  • Numero di pagine: 352
  • Casa editrice: Piemme






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