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La voce del violino. Recensione

 


Trama

"La voce del violino" è la storia di una giovane donna assassinata, di un grande artista che vive da eremita e d'altro ancora. Soprattutto, è una storia di scambi: e Montalbano - delle cui vicende private rimaste in sospeso ne Il ladro di merendine seguiamo lo svolgersi - dovrà decidere se scambiare la propria esistenza per una nuova.



Per una strana casualità di eventi, sempre se uscire fuoristrada con Gallo alla guida si possa definire casualità, Montalbano era ben conscio che prima o poi gli sarebbe successo, i due si scontrano con una macchina parcheggiata, ma essendo già in ritardo per un funerale il commissario decide di lasciare un biglietto e rimettersi in strada. Eppure per qualche strano motivo il pensiero gli torna sempre tanto alla macchina quanto alla casa, una strana sensazione, che non promette bene, ma ufficialmente non ha gli estremi per fare nulla. Ecco si, ufficialmente. 
Il cadavere di una donna all’interno della sua abitazione, per quanto strana fosse quella sensazione di certo non si aspettava la scena che si trova davanti agli occhi. Con una scusa piuttosto banale mette in moto tutto il circo, con i suoi agenti entra nella casa in via ufficiale, chiama la scientifica, il pm e il dottor Pasquano, insomma fa quello che dovrebbe ufficialmente fare, d’altronde il suo compito è capire cosa sia successo alla donna. Svelare la verità.
Cosa ne penso io?
La voce del violino è il quarto volume che Camilleri scrive sul commissario Salvo Montalbano. È il primo volume in cui si ripresentano personaggi secondari che abbiamo già incontrato nel libro precedente e che in qualche modo collegano seppur in maniera molto velata "La voce del violino" e "Il ladro di merendine".
È forse inutile sottolineare quanto, la magistrale capacità di Camilleri di mescolare alla finzione di posti e personaggi inventati uno spaccato di realtà mi lasci ogni volta a bocca aperta. Nonostante io sia consapevole, leggendo, che molto di ciò che è scritto non esiste, mi sembra davvero di essere lì, una comparsa invisibile agli occhi dei personaggi, ma presente a Vigata, sulle varie scene, una sorta di piccola presenza sulla spalla del commissario, ed è incredibile come anche il più piccolo dettaglio, anche insignificante non sia mai lasciato al caso. Credo che il fatto che io ammiri la capacità di scrittura di Camilleri traspaia qui e nelle altre recensioni, precedenti a questa e sicuramente anche nelle future. 
Parliamo di questo volume, non mi concentro mai troppo sui personaggi perchè a mio parere è un percorso che si fa da sé, leggendo i vari volumi, ma qualche parola questa volta la voglio scrivere, sul piccolo Francois, la cui decisione per quanto corretta e sensata mi ha comunque spezzato il cuore, avevo dei vaghi ricordi, ma mi aspettavo comunque una conclusione differente rispetto a quella intrapresa. Quello che ho scritto potrà sembrarvi confuso, capirete probabilmente solo avendo letto il libro, ma non c'è modo migliore per fare un commento senza rivelare nulla a chi non ha letto il volume e magari sta leggendo queste righe per capire se potrebbe essere interessante intraprendere la lettura. 
Devo ammettere che ho intuito il colpevole dell'omicidio parecchio prima del commissario, il che di solito mi rende la lettura un po' noiosa, d'altronde che gusto c'è se sai come va a finire, eppure non ha smesso di stupirmi, per cui non mi sento di penalizzarlo per questo, l'ho amato dall'inizio alla fine.  
Se ve lo consiglio? Assolutamente sì, senza alcuna ombra di dubbio, merita di essere letto. 
Il mio voto è: 





Informazioni generali: 
  • Titolo: La voce del violino
  • Autore: Andrea Camilleri
  • Genere: Romanzo giallo
  • Saga: Il commissario Montalbano (vol. 4/29)
  • Numero di pagine: 192
  • Casa editrice: Sellerio editore Palermo



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