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Il codice Da Vinci. Recensione

 


Trama

Parigi, Museo del Louvre. Nella Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l'allarme e le grate di ferro all'entrata della sala immediatamente scendono, chiudendo fuori il suo inseguitore. L'assassino, rabbioso, non ha ottenuto quello che voleva. A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e, disteso sul pavimento, si dispone come l'uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci. La scena che si presenta agli occhi dei primi soccorritori è agghiacciante: il vecchio disteso sul marmo è riuscito, prima di morire, a scrivere alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon.

Con un proiettile nello stomaco e quindici minuti di vita non è che venga troppa voglia di fare chissà cosa se non accasciarsi e aspettare la propria morte. Ma il vecchio curatore del Louvre, Jacques Saunière, non la pensa proprio così: ha passato quei suoi ultimi quindici minuti a lasciare indizi in giro per il museo per fare in modo che ciò che stava proteggendo a costo della vita finisse nella mani giuste. Si può dire che la sua attenzione ai dettagli sia stata maniacale, ma l'unica cosa che non ha tenuto in conto è come sarebbe stato interpretato il nome di Robert Langdon scritto accanto al suo corpo. E così oltre alla difficoltà nel decifrare codici segreti e risolvere una serie di enigmi che li avrebbero portati verso la verità, Robert Langdon, esperto di simbologia, e Sophie Neveu, crittologa e nipote della vittima, si ritrovano a fuggire dall'inseguimento della polizia e delle guardie del Louvre che li considerano i principali sospettati della morte di Jacques Saunière. 
Dan Brown non segue un solo punto di vista, ma ad ogni capitolo ci mostra angoli diversi della storia per farci avere una panoramica a trecentosessanta gradi di ciò che sta succedendo, quindi a inizio storia ci viene già svelato il responsabile dell'assassinio, ma allo stesso tempo ciò che l'autore ci fa conoscere è solo quello che vivono realmente i personaggi, senza fornirci informazioni fuori dalla loro consapevolezza.
Brown intreccia sapientemente elementi storici e teorie discusse, giocando con l’ambiguità tra realtà e finzione. Il risultato è un romanzo che stimola la curiosità e invita a guardare con occhi nuovi ciò che credevamo di sapere.
Mi sono immersa così tanto in questa lettura che a volte risultava difficile essere consapevole del fatto che tutto ciò che stavo leggendo è frutto della mente dello scrittore, che ha fatto ricerche su ricerche e studi approfonditi per partorire questo capolavoro, e sicuramente è presente anche un pizzico di follia, quella follia geniale che porta lo scrittore a elaborare idee fuori dagli schemi dell'immaginario comune. 
Non c'è niente da fare, ormai Dan Brawn mi ha completamente estasiata con la sua scrittura e non vedo l'ora di leggere gli altri suoi romanzi, anche perché da pochissimo è uscito l'ultimo volume della saga, L'ultimo segreto, dopo ben otto anni e sono troppo curiosa di scoprire tutte le avventure che ha dovuto affrontare Robert Langdon.
Mentre vi consiglio anche questo volume, vi lascio il link della recensione di Angeli e Demoni. Aspetto i vostri commenti!



Informazioni generali:
  • Titolo: Il codice Da Vinci
  • Autore: Dan Brown
  • Genere: thriller
  • Saga: Robert Langdon (2/6)
  • Numero di pagine: 523
  • Casa editrice: Mondadori






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